Leonardo Pieraccioni - amici
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Storia-----Vocazione-----Amici
Le amicizie nascono in un modo strano, perché in una vita tu conoscerai seicentomila persone, poi, chissà perché, per una combinazione, un’alchimia che non ti potrai mai spiegare, di una diventi amica, ti viene voglia di risentirla, cominci a parlarci anche se è magari totalmente differente da te.


Sicuramente gli amici che ho a Roma sono quelli legati al mondo del lavoro.
A Firenze Costanzo, Ivan Grandi e Carlo Conti sono i miei amici da una vita
e da una vita mi auguro che lo saranno sempre.
  Domenico Costanzo l’ho conosciuto che faceva il custode in una scuola

dove io per un periodo della mia vita, pur di non andare a lavorare, mi ero inventato tutti i corsi possibili e immaginabili. Ivan Grandi l’ho conosciuto perché facevo un programma alla televisione e lui una volta mi suonò con la sorella e mi portò un pacco di cioccolatini, così, perché mi voleva conoscere.
Poi mi lasciò i cioccolatini e portò via sua sorella



Ho iniziato a diciassette, diciotto anni con Carlo Conti che voleva fare il presentatore. Lui lavorava in una banca, io facevo il magazziniere e la sera, come Dottor Jekyll e Mister Hyde, si faceva tutt’altro. Abbiamo iniziato producendo da soli una trasmissione che si intitolava Succo d’arancia su Teleregione e pagando per farla.

IIl mondo del cinema è meraviglioso, è come un campeggio, perché in quelle otto settimane sei veramente in vacanza, diventi quasi "parente" del macchinista, dell’attrice, dell’attore, del truccatore, poi quando finisce il campeggio tutti tornano a casa e non si mandano neanche una cartolina per Natale.

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